Le prossime festività con due letture: che cosa si celebra — se è la tua prima volta — e che cosa si usa fare. Più gli orari di Shabbat e gli zmanim del giorno, calcolati per Buenos Aires.
Orari per Buenos Aires (Hebcal). Verifica con la tua comunità. Il calendario si aggiorna da solo; il promemoria delle candele arriva 20 minuti prima.
Parashat Bereshit
Gli orari sono calcoli astronomici per Buenos Aires (fonte: Hebcal) e sono indicativi: le usanze variano tra le comunità. Nel dubbio, chiedi al tuo rabbino o alla tua comunità.
Nuovo in tutto questo? Guarda le guide per iniziare →Le festività iniziano al tramonto della vigilia del primo giorno indicato.
La festa delle luci: otto sere ad accendere la chanukkià, con sufganiot e latkes. Si celebra in casa, con gli amici o alle accensioni pubbliche.
In pratica: Non è yom tov: si lavora normalmente. Si accende una candela in più ogni sera, dopo il tramonto.
Un digiuno che ricorda l’inizio dell’assedio di Gerusalemme.
In pratica: Digiuno minore, dall’alba al tramonto.
Il capodanno degli alberi: si usa mangiare frutta, soprattutto quella della terra d’Israele, e piantare alberi.
In pratica: Nessuna restrizione. In molti fanno un seder della frutta.
Il digiuno che precede Purim, in ricordo di quello della regina Ester prima di presentarsi al re.
In pratica: Digiuno minore, dall’alba al tramonto.
La festa più allegra dell’anno: costumi, lettura della Meghillà di Ester, doni di cibo tra amici e tzedakà.
In pratica: Lettura della Meghillà (sera e giorno), mishloach manot, matanot laevionim e seudà festiva.
La festa della libertà: il seder con i suoi quattro calici, la haggadà e la matzà ricordano l’uscita dall’Egitto. Una settimana senza pane né farine lievitate.
In pratica: I primi e gli ultimi giorni sono yom tov. Niente chametz per tutta la settimana; la cucina si prepara appositamente.
Il giorno della memoria delle vittime della Shoah. In Israele suonano le sirene e il paese si ferma.
In pratica: Giornata della memoria: cerimonie comunitarie e candele del ricordo.
Ricordo dei caduti d’Israele e delle vittime del terrorismo, alla vigilia del giorno dell’indipendenza.
In pratica: Giornata della memoria; cerimonie comunitarie.
Il giorno dell’indipendenza d’Israele: celebrazioni comunitarie, musica e grigliate.
In pratica: Festivo senza restrizioni; in molti recitano l’Hallel.
Una pausa festosa nel conteggio dell’omer: falò, picnic e matrimoni.
In pratica: Si sospendono le usanze di lutto dell’omer.
Il dono della Torah al Sinai. Si usa studiare tutta la notte e mangiare latticini, cheesecake compreso.
In pratica: Yom tov. Tikkun leil Shavuot (studio notturno) e lettura dei Dieci Comandamenti.
Un digiuno che ricorda la prima breccia nelle mura di Gerusalemme; apre le tre settimane di lutto.
In pratica: Digiuno minore, dall’alba al tramonto.
Il giorno più triste del calendario: ricorda la distruzione dei due Templi di Gerusalemme e altre tragedie.
In pratica: Digiuno completo dalla vigilia. Si legge Eikhà (Lamentazioni); usanze di lutto.
Il capodanno ebraico: due giorni di bilancio personale, cene in famiglia, mela e miele per augurare un anno dolce e il suono dello shofar.
In pratica: Yom tov: si usa non lavorare. Preghiere speciali, shofar (se non cade di Shabbat) e simanim in tavola.
Un digiuno che ricorda l’assassinio di Ghedalià e la fine dell’autonomia ebraica dopo la distruzione del Primo Tempio.
In pratica: Digiuno minore, dall’alba al tramonto.
Il giorno dell’espiazione, la data più solenne dell’anno. Molti ebrei che non praticano durante l’anno vanno in sinagoga per Kol Nidrè.
In pratica: Digiuno completo dalla vigilia al tramonto. Non si lavora. Si usa vestirsi di bianco.
La festa delle capanne: una settimana in cui si mangia (e qualcuno dorme) nella sukkà, ricordando la traversata del deserto.
In pratica: I primi due giorni sono yom tov. Si benedicono le quattro specie (lulav ed etrog) e si mangia nella sukkà.
La chiusura di Sukkot: un giorno a sé, di raccoglimento, in cui si prega per la pioggia.
In pratica: Yom tov. Si recita la preghiera di Gheshem; in diaspora, secondo l’uso, si mangia ancora nella sukkà.
La gioia della Torah: si conclude e si ricomincia la lettura annuale ballando con i rotoli. Una delle serate più festose dell’anno.
In pratica: Yom tov. Hakafot (giri di danza con la Torah) di sera e di giorno.